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Protesi inversa di Spalla: Guida per una riabilitazione perfetta

Probabilmente hai anche tu un’artrosi alla Spalla che ti porti dietro da anni..

Questa ti causa dolore ormai in qualsiasi movimento e la notte non riesci più a sopportarlo..

Il medico ti ha quindi suggerito un intervento chirurgico per risolvere il problema, parlandoti della Protesi Inversa di Spalla?

Oppure hai già fatto l’operazione ma non sai bene come muoverti e vuoi essere certo di fare una riabilitazione perfetta per poter recuperare completamente la tua Spalla.

Abbiamo pensato a te scrivendo questo articolo..

Ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere, risolvendo ogni tuo dubbio.

Chiariremo cos’è una protesi inversa di spalla, quando è indicata e come si struttura la riabilitazione.

Ti daremo inoltre alcuni esercizi per intervenire già da subito.

Cominciamo.

Shoulder Center protesi

Indicazioni per la protesi inversa di Spalla

Perchè viene chiamata protesi inversa di spalla?

Il nome deriva dalla forma delle sue componenti: la testa omerale e la glena scapolare.

Se normalmente la testa omerale è convessa e la cavità glenoidea è invece concava, le componenti di una protesi inversa di spalla hanno forme invertite:

Lo stelo inserito nell’omero termina con una coppa e la glena scapolare viene trasformata in una sfera.

Questa inversione delle superfici articolari ha una ragione ben particolare, come vedremo dopo.

Ma in che casi viene proposto un intervento di protesi inversa di spalla?

I casi principali sono:

  • Artrosi avanzate e gravi che non rispondono ad altre terapie.
  • Lesioni a tutto spessore (due o più tendini) della cuffia dei rotatori con impossibilità ad alzare il braccio oltre i 90°.
  • Artrite reumatoide.
  • Fratture complesse e scomposte.

 

La protesi è quindi indicata generalmente per persone con età superiore a 65 anni con gravi artrosi o in seguito a traumi importanti e fratture della spalla.

Perché fare una protesi inversa di Spalla?

L’elemento che fa propendere verso per una protesi inversa piuttosto che una tradizionale è semplice: lo stato di salute della cuffia dei rotatori.

Se ancora non lo sai in condizioni normali, una delle principali funzioni di questi 4 tendini è quella di centrare e compattare la testa omerale contro la glena scapolare .

Per chiarire meglio l’argomento, ti mettiamo qui sotto un video più esplicativo.

 

È così possibile compiere tutti i movimenti della spalla, ma nel caso la cuffia abbia subito una lesione troppo estesa e irreparabile..

Non è più possibile alzare il braccio oltre 90°!

Questo è anche uno dei casi in cui si può pensare ad un intervento di protesi.

Il motivo per cui l’inversione delle due componenti articolari conferisce un vantaggio è puramente biomeccanico.

Il centro di rotazione articolare viene spostato e l’azione del muscolo deltoide è fortemente agevolata, compensando l’assenza della cuffia dei rotatori.

Protesi inversa di Spalla: intervento e complicazioni

L’intervento chirurgico ha una durata di 1-2 ore e avviene in anestesia locale.

Per inserire la protesi esistono due possibili accessi:

Il primo è quello anteriore, tra il muscolo pettorale ed il deltoide ed è anche il più utilizzato.

L’altro è quello supero-laterale, separando il fascio anteriore e quello medio del deltoide.

Le possibili complicanze di questo intervento sono:

  • instabilità della protesi con possibilità di lussazioni.
  • fratture attorno alla protesi.
  • versamenti ed ematomi.
  • perdita di forza del deltoide.

 

Ad oggi non è chiaro quale delle due modalità di accesso sia più sicura.

Riabilitazione: obiettivi e tempistiche

Quanto tempo è necessario dopo l’intervento di protesi perchè la spalla possa riprendere la sua funzionalità?

Solitamente il percorso riabilitativo dura dai 4 ai 6 mesi, a seconda di diversi fattori:

  • lo stato preoperatorio dell’articolazione (inclusi tendini e muscoli)
  • il tipo di impianto e accesso chirurgico
  • la qualità ossea dell’omero e della scapola
  • l’integrità della parte restante della cuffia dei rotatori
  • eventuali complicanze post-operatorie.

 

Sebbene l’intervento nella stragrande maggioranza dei casi è risolutivo per il dolore e la limitazione del movimento, la spalla

DIFFICILMENTE TORNERÀ A MUOVERSI COME L’ALTRA

Dopo l’operazione infatti, al massimo del recupero, la Spalla può raggiungere al massimo i 120° di elevazione e i 30° di rotazione esterna.

Ma non ti preoccupare!

Questi gradi di movimento sono più che sufficienti per tornare a vivere una vita normale senza più alcuni pensiero!

Potrai infatti prendere un piatto dal mobile della cucina, pettinarti, vestirti e asciugarti i capelli senza alcun problema.

Sotto questo aspetto vogliamo tranquillizzarti, però è anche giusto renderti consapevole degli obiettivi.

Il tutto, naturalmente, senza aver più dolore!

Fasi riabilitative della protesi inversa di Spalla

Le prime settimane dopo l’intervento sono quelle più delicate poiché c’è una maggior rischio di lussazione della protesi.

I movimenti più pericolosi sono quelli che portano la spalla in intrarotazione, come infilare la mano nella tasca posteriore del pantalone o toccare la parte bassa della schiena.

Generalmente viene portato un tutore per qualche settimana che sostenga il braccio ed impedisca movimenti pericolosi.

Nella prima fase viene focalizzata l’attenzione, non solo nel “proteggere” la protesi ma anche nel rinforzare i muscoli.

Quelli fondamentali per il buon funzionamento della spalla sono il deltoide e i muscoli attorno alla Scapola.

Abbiamo detto in precedenza infatti che la forma particolare di questa protesi avvantaggia sensibilmente il muscolo deltoide che assume un ruolo primario in tutti i movimenti della spalla.

Rinforzare la muscolatura scapolare è importante invece perché deve gestire molto più lavoro rispetto al normale.

La Scapola si muoverà infatti di più per compensare la ridotta mobilità dell’articolazione gleno-omerale.

Nelle settimane successive, una volta recuperata la motilità passiva, si lavora più sul movimento attivo della spalla.

Vengono fatti esercizi contro resistenze progressivamente più impegnative nei movimenti di elevazione e nelle rotazioni, fino al massimo recupero del braccio.

Esercizi per la protesi inversa alla Spalla

Vogliamo suggerirti due esercizi che utilizziamo in una prima fase riabilitativa con i nostri pazienti.

In questo modo, nelle prime settimane dopo la dimissione dall’ospedale saprai già in che direzione muoverti per non perdere tempo.

1) Stimolazione del Deltoide

Appoggiati ad una parete, indossando il tutore.

Ora spingi contro il muro come se volessi portare in fuori il gomito, ma senza staccarti dalla parete.

In questo modo farai lavorare il muscolo Deltoide senza però esagerare, con un movimento controllato.

2) Attivazione Muscolatura Scapolare

In piedi con la schiena appoggiata al muro, posiziona un asciugamano arrotolato o un cuscino tra la spalla e la parete.

Cerca quindi di schiacciarlo, premendo la spalla contro il muro e mantieni per 5 secondi. In questo modo andrai a stimolare i muscoli della scapola.

Ovviamente questi movimenti non devono provocarti in alcun modo fastidio o dolore.

Puoi ripetere una decina di movimenti anche più volte al giorno per ciascun esercizio.

Chiaramente questi esercizi vanno bene per una prima fase ma poi andranno modificati e implementati per raggiungere il risultato completo.

Conclusioni

La protesi inversa di spalla è una validissima soluzione risolutiva quando l’intervento chirurgico è obbligato.

Soprattutto nel caso di lesioni importanti e irreparabili delle cuffia dei rotatori.

Il grado di soddisfazione delle persone che si sottopongono a questo intervento è molto alto, sia dal punto di vista del dolore che della mobilità, anche se questa non è sempre completa.

La durata di una protesi inversa di spalla raggiunge anche i 20 anni prima di richiedere un’eventuale sostituzione delle componenti.

Per il raggiungimento del massimo recupero possibile è fondamentale seguire un percorso riabilitativo mirato, concordato tra chirurgo e fisioterapista.

La Riabilitazione deve essere svolta da un esperto nella gestione di questa condizione.

Solamente con tecniche manuali ed esercizi specifici si può raggiungere il massimo risultato.

Per questo motivo, se desideri sapere quali sono le caratteristiche di un percorso riabilitativo ottimale, allora abbiamo quello che fa per te.

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Shoulder Center™ – Specializzati nella Riabilitazione della Spalla

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