Dolore alla spalla praticando nuoto: tutto quello che c’è da sapere.
Che tu sia un nuotatore amatoriale con le tue 10-20 vasche abituali o un agonista vero e proprio, stai pur certo che la tua spalla viene stimolata per bene.
Per questo, potrebbe aver iniziato a farti male, magari in modo graduale e apparentemente insignificante.
Tuttavia, con il passare del tempo, il problema si ripresenta abitualmente, durante lo svolgimento della tua attività sportiva.
Tutto bene (se così si può dire) finché non ti sei accorto di avercelo anche la notte, mentre guidi o fai qualsiasi altro movimento del braccio.
Se stai cercando delle spiegazioni complete, utili ed attendibili sei nel posto giusto.
Essendo esperti nella riabilitazione della spalla e avendo un nostro centro nel quale ci occupiamo esclusivamente di questo, abbiamo visto parecchi tuoi colleghi.
Tanti nuotatori soffrono infatti di dolore alla spalla praticando nuoto, per questo motivo vogliamo darvi alcuni consigli per fare in modo peggiori e, in secondo luogo, cercare nei limiti del possibile di non interrompere l’attività sportiva.
Buona lettura.
Perché accade di aver dolore alla spalla praticando nuoto
Dolori o infortuni alle spalle praticando il nuoto sono abbastanza frequenti.
Quando accade solitamente vediamo le persone abbastanza sorprese perché è stato sempre inculcato loro che il nuoto sia uno dei migliori sport, se non il migliore, per le spalle.
Purtroppo però anche il nuoto come tanti altri prevede dei rischi principalmente per due motivi.
- Il fatto di effettuare un movimento contro resistenza (lo spostare l’acqua).
- L’altissima ripetitività di questo gesto.
Quello che notiamo in quasi tutti gli atleti è che nessuno di loro possiede conoscenze specifica in ambito medico-riabilitativo.
La conseguenza sono continui errori nella gestione dell’infortunio con inevitabili allungamenti dei tempi di guarigione e rischio di persistenza del dolore alla spalla.
Ma perché avvengono infortuni alla spalla praticando nuoto?
L’infortunio alla spalla è spesso un problema che coinvolge il muscolo. Potrebbero esserci dei rari casi in cui siano interessate altre strutture (come ad esempio i legamenti) ma è difficile se nuoti.
La parte del muscolo coinvolta è solitamente il ventre (parte centrale) o i tendini (le sue estremità).
L’evento lesivo descritto dai nostri pazienti è solitamente durante la bracciata, specialmente dopo poche bracciate dall’ingresso in acqua, in una fase di slancio iniziale nel quale è richiesta una contrazione massima per produrre un’accelerazione.
Chi si fa male più frequentemente.
Le persone che si fanno male solitamente sono:
- Neofiti: Ragazzi giovani alle prime armi o chi non ha mai praticato questa attività prima d’ora che sottopongono il loro corpo ad uno stimolo eccessivo senza che vi sia un tempo sufficiente di adattamento.
Solitamente in questo caso l’insorgenza del dolore è acuta ed improvvisa, tale da richiedere l’interruzione dell’allenamento.
- Esperti/avanzati: Persone con anni di allenamento ed esperienza alle spalle. Può capitare che il dolore si presenti in maniera graduale, senza una chiara causa apparente, il giorno dopo o anche a distanza dall’ultimo allenamento.
In questi casi gli atleti si chiedono come mai un’attività praticata regolarmente da anni può, tutto d’un tratto, causargli un dolore alla spalla mai provato prima.
Il motivo esiste e risponderemo dopo.
Tipici comportamenti in caso di dolore alla spalla praticando nuoto
Dopo un infortunio alla spalla praticando nuoto solitamente gli atleti si comportano in due modi:
1 – Evitano il problema.
L’atleta nota che il dolore alla spalla si presenta solo durante l’attività sportiva. Di conseguenza, identificandola come causa diretta del suo problema decide di interrompere drasticamente il suo svolgimento.
In alternativa, se nota che il dolore si presenta eseguendo un determinato stile (ed esempio quello libero), esclude temporaneamente quella attività eseguendo altri stili, come il dorso ecc.
Questa strategia si rivela però spesso infruttuosa perché una volta affievolito il dolore e reinserendo l’esercizio, i carichi che si utilizzavano prima sono crollati ed il tentativo di recuperarli precocemente rischia solo di re-innescare il problema.
2 – Persistenza:.
Comportamento tipico degli esperti/avanzati che, pensando siano i “dolori dell’età” o “gli anni di sport ad alta intensità che lo hanno rotto” ignorano apertamente il problema e continuano a fare tutto come prima, sopportando il dolore.
Questo comportamento ha ragione di esistere perché un atleta appassionato difficilmente interromperà la sua passione, sia per un meccanismo psicologico di sana dipendenza, ma anche per il rifiuto di perdere risultati che gli sono costati tempo e fatica.
Anche in questo caso però la strategia è fallimentare. Il dolore non passa, anzi aumenta e la sopportazione del sintomo raggiunge un punto per cui si combatte per mantenere i carichi raggiunti, senza poter progredire.
Perché in caso di dolore sono entrambe scelte sbagliate
Per poter capire bene le cause e perché tutto ciò avviene dobbiamo introdurre un modello teorico che spiega il 90% di tutti i dolori muscolari lamentati dalla popolazione: Il modello Carico – Capacità di Carico.
In poche parole, alla base della stragrande maggioranza degli infortuni nello sport, compreso quindi il nuoto, c’è uno squilibrio tra due variabili:
Il Carico: Inteso come l’insieme di tutti gli stress (meccanici e non solo) che subisce la Spalla.
La Capacità di Carico: La possibilità del corpo di far fronte e tollerare questi stress.
L’errore molto comune è che le persone si concentrino solo ed esclusivamente sul Carico, dimenticando completamente che spesso è la Capacità di Carico a giocare un ruolo cruciale.
Tre esempi per capire meglio il concetto.
Supponiamo che Paolo sia una persona ben allenata e che da anni svolga attività di nuoto. Ha una certa “anzianità di allenamento”, segue una progressione dei carichi graduale, riposa bene e non ha mai avuto dolore alla spalla.
Paolo si è conquistato una ottima Capacità di Carico, può infatti allenarsi in maniera molto intensa, percorrendo tante vasche in virtù di un’ottima capacità di sopportazione.
Pertanto, la probabilità di infortunio esiste ma è molto bassa.
Marco decide invece di riprendere il nuoto dopo 2 anni di interruzione, causa lavoro in un altro Paese. Nonostante Marco non abbia dolore alla spalla, riposi bene e sia in salute, il suo corpo non è più abituato a stimoli e carichi che riceveva una volta.
Ecco quindi che la sua capacità di carico di è calata ed è molto minore rispetto a quella di Paolo.
In questo caso, il rischio che Marco ecceda la Capacità di Carico esiste ed è anche alto. Se si facesse prendere la mano, partendo troppo intensamente rischierebbe di incorrere in una condizione di sovraccarico con possibile insorgenza di dolore alla spalla.
In questo caso non vi sarà una lesione vera e propria ma un dolore muscolare, manifestato con dolore.
Infine, Sara è una istruttrice e campionessa regionale con anni di esperienza che ricerca una progressione della propria performance in vista di una imminente competizione sportiva.
In questo contesto la sua Capacità di Carico è molto alta, ma lo è anche il Carico e, nel tentativo di incrementare la propria prestazione, arriva in ogni caso a superare il proprio limite.
Lo fa di poco, ma per diverse settimane, tale da generare un dolore che non ha un’insorgenza graduale e progressiva.
Quest’ultimo è uno dei casi più frequenti che si verificano in piscina.
Errori comuni quando si ha dolore alla spalla praticando nuoto.
Adesso che hai capito come funziona il modello Carico-Capacità di Carico puoi finalmente capire perché l’evitamento e la persistenza non sono strategie intelligenti per risolvere il problema.
Evitamento: Interrompere nettamente gli stimoli alla spalla sicuramente ti aiuterà a non sentire dolore ma causerà un drastico crollo della tua Capacità di Carico. Sarà poi dura e ci vorrà del tempo per recuperarla e sai cosa succede se si forza questo processo? Nuovamente un sovraccarico.
Persistenza: Ignorare il problema e continuare a fare tutto come se non fosse successo niente comporta anch’esso una riduzione della Capacità di Carico.
Il Carico rimane costante, ma la Capacità diminuisce progressivamente e quindi si crea uno squilibrio, esattamente come se uno stesse aumentando il Carico. Pazzesco, vero?
Come eliminare un dolore alla praticando nuoto.
Mettiti comodo perché ti vogliamo aiutare, svelandoti finalmente la soluzione al problema.
Il nostro Metodo Shoulder Center, per la gestione efficace del dolore alla spalla in nuotatore, amatore o professionista, prevede l’utilizzo di 3 strategie:
- Intervenire nella dose dei carichi per re-bilanciare il rapporto tra Carico e Capacità di Carico. Non serve abbandonare l’attività ma ci si può continuare ad allenare, riducendo leggermente gli stimoli che provocano dolore o farli in maniera leggermente diversa.
Una spalla abituata a dare il 100%, sempre al limite, beneficerà di un calo anche solo ad un 90% ma per farlo serve strategia, ed è per questo che molti trattamenti falliscono.
- Esercizi mirati e specifici per riprendere l’attività. Sono esercizi studiati appositamente per dare uno stimolo buono al muscolo e per permettergli di aumentare più in fretta la sua Capacità di Carico, senza sentire alcun tipo di dolore.
- Riesposizione graduale al carico. Questo è un lavoro lento, minuzioso e progressivo in cui è molto facile sbagliare e fare passi indietro.
Deve essere fatto da un professionista che ti monitori e sia pronto ad eventuali piccole correzioni in corsa.
Cosa fare se vuoi risolvere il tuo problema adesso.
Se vuoi veramente risolvere il problema una volta per tutte, cosa che con ogni probabilità è possibile, la prima cosa da fare è guardare questo video. È talmente importante che potrebbero veramente essere i 20 minuti meglio spesi per la tua spalla.
Detto questo, se hai visto questo video, parliamo finalmente la stessa lingua e inizi a capire come lavoriamo noi e perché abbiamo una percentuali di problemi alla spalla risolti così alta, se vuoi averne la prova ti basta cliccare qui: www.shouldercenter.it/testimonianze.
Il nostro metodo di lavoro è così efficace perché, in estrema sintesi, rispetta tutto ciò che dovrebbe essere fatto evitando rigorosamente tutto quello che nuoce ai risultati.
Interveniamo quindi sull’origine del problema e non solo sul sintomo (dando quindi risultati temporanei), abbiamo una strategia a monte per cui rinforziamo una spalla con esercizi specifici sul problema e rispettiamo rigorosamente i tempi di guarigione di cui essa ha bisogno.
Inoltre a Shoulder Center prendiamo ogni mese un numero limitato di pazienti, perché i nostri trattamenti essendo realmente efficaci e duraturi vogliamo concentrare la nostra attenzione su poche persone ma perfettamente seguite, per portarle ad ottenere i risultati prefissati.
Per questo motivo, vuoi richiedere di essere seguito da noi e puoi raggiungere il nostro centro di Verona clicca qui sotto:
Voglio sapere come poter fare un percorso con Shoulder Center.
Infine, se vuoi ordinare la tua copia del nostro libro Habemus Spalla, clicca qui sotto.
Voglio ordinare una copia del libro Habemus Spalla.
Shoulder Center – Specializzati nella riabilitazione della spalla.
Dolore alla spalla praticando nuoto: tutto quello che c’è da sapere.
Che tu sia un nuotatore amatoriale con le tue 10-20 vasche abituali o un agonista vero e proprio, stai pur certo che la tua spalla viene stimolata per bene.
Per questo, potrebbe aver iniziato a farti male, magari in modo graduale e apparentemente insignificante.
Tuttavia, con il passare del tempo, il problema si ripresenta abitualmente, durante lo svolgimento della tua attività sportiva.
Tutto bene (se così si può dire) finché non ti sei accorto di avercelo anche la notte, mentre guidi o fai qualsiasi altro movimento del braccio.
Se stai cercando delle spiegazioni complete, utili ed attendibili sei nel posto giusto.
Essendo esperti nella riabilitazione della spalla e avendo un nostro centro nel quale ci occupiamo esclusivamente di questo, abbiamo visto parecchi tuoi colleghi.
Tanti nuotatori soffrono infatti di dolore alla spalla praticando nuoto, per questo motivo vogliamo darvi alcuni consigli per fare in modo peggiori e, in secondo luogo, cercare nei limiti del possibile di non interrompere l’attività sportiva.
Buona lettura.
Perché accade di aver dolore alla spalla praticando nuoto
Dolori o infortuni alle spalle praticando il nuoto sono abbastanza frequenti.
Quando accade solitamente vediamo le persone abbastanza sorprese perché è stato sempre inculcato loro che il nuoto sia uno dei migliori sport, se non il migliore, per le spalle.
Purtroppo però anche il nuoto come tanti altri prevede dei rischi principalmente per due motivi.
- Il fatto di effettuare un movimento contro resistenza (lo spostare l’acqua).
- L’altissima ripetitività di questo gesto.
Quello che notiamo in quasi tutti gli atleti è che nessuno di loro possiede conoscenze specifica in ambito medico-riabilitativo.
La conseguenza sono continui errori nella gestione dell’infortunio con inevitabili allungamenti dei tempi di guarigione e rischio di persistenza del dolore alla spalla.
Ma perché avvengono infortuni alla spalla praticando nuoto?
L’infortunio alla spalla è spesso un problema che coinvolge il muscolo. Potrebbero esserci dei rari casi in cui siano interessate altre strutture (come ad esempio i legamenti) ma è difficile se nuoti.
La parte del muscolo coinvolta è solitamente il ventre (parte centrale) o i tendini (le sue estremità).
L’evento lesivo descritto dai nostri pazienti è solitamente durante la bracciata, specialmente dopo poche bracciate dall’ingresso in acqua, in una fase di slancio iniziale nel quale è richiesta una contrazione massima per produrre un’accelerazione.
Chi si fa male più frequentemente.
Le persone che si fanno male solitamente sono:
- Neofiti: Ragazzi giovani alle prime armi o chi non ha mai praticato questa attività prima d’ora che sottopongono il loro corpo ad uno stimolo eccessivo senza che vi sia un tempo sufficiente di adattamento.
Solitamente in questo caso l’insorgenza del dolore è acuta ed improvvisa, tale da richiedere l’interruzione dell’allenamento.
- Esperti/avanzati: Persone con anni di allenamento ed esperienza alle spalle. Può capitare che il dolore si presenti in maniera graduale, senza una chiara causa apparente, il giorno dopo o anche a distanza dall’ultimo allenamento.
In questi casi gli atleti si chiedono come mai un’attività praticata regolarmente da anni può, tutto d’un tratto, causargli un dolore alla spalla mai provato prima.
Il motivo esiste e risponderemo dopo.
Tipici comportamenti in caso di dolore alla spalla praticando nuoto
Dopo un infortunio alla spalla praticando nuoto solitamente gli atleti si comportano in due modi:
1 – Evitano il problema.
L’atleta nota che il dolore alla spalla si presenta solo durante l’attività sportiva. Di conseguenza, identificandola come causa diretta del suo problema decide di interrompere drasticamente il suo svolgimento.
In alternativa, se nota che il dolore si presenta eseguendo un determinato stile (ed esempio quello libero), esclude temporaneamente quella attività eseguendo altri stili, come il dorso ecc.
Questa strategia si rivela però spesso infruttuosa perché una volta affievolito il dolore e reinserendo l’esercizio, i carichi che si utilizzavano prima sono crollati ed il tentativo di recuperarli precocemente rischia solo di re-innescare il problema.
2 – Persistenza:.
Comportamento tipico degli esperti/avanzati che, pensando siano i “dolori dell’età” o “gli anni di sport ad alta intensità che lo hanno rotto” ignorano apertamente il problema e continuano a fare tutto come prima, sopportando il dolore.
Questo comportamento ha ragione di esistere perché un atleta appassionato difficilmente interromperà la sua passione, sia per un meccanismo psicologico di sana dipendenza, ma anche per il rifiuto di perdere risultati che gli sono costati tempo e fatica.
Anche in questo caso però la strategia è fallimentare. Il dolore non passa, anzi aumenta e la sopportazione del sintomo raggiunge un punto per cui si combatte per mantenere i carichi raggiunti, senza poter progredire.
Perché in caso di dolore sono entrambe scelte sbagliate
Per poter capire bene le cause e perché tutto ciò avviene dobbiamo introdurre un modello teorico che spiega il 90% di tutti i dolori muscolari lamentati dalla popolazione: Il modello Carico – Capacità di Carico.
In poche parole, alla base della stragrande maggioranza degli infortuni nello sport, compreso quindi il nuoto, c’è uno squilibrio tra due variabili:
Il Carico: Inteso come l’insieme di tutti gli stress (meccanici e non solo) che subisce la Spalla.
La Capacità di Carico: La possibilità del corpo di far fronte e tollerare questi stress.
L’errore molto comune è che le persone si concentrino solo ed esclusivamente sul Carico, dimenticando completamente che spesso è la Capacità di Carico a giocare un ruolo cruciale.
Tre esempi per capire meglio il concetto.
Supponiamo che Paolo sia una persona ben allenata e che da anni svolga attività di nuoto. Ha una certa “anzianità di allenamento”, segue una progressione dei carichi graduale, riposa bene e non ha mai avuto dolore alla spalla.
Paolo si è conquistato una ottima Capacità di Carico, può infatti allenarsi in maniera molto intensa, percorrendo tante vasche in virtù di un’ottima capacità di sopportazione.
Pertanto, la probabilità di infortunio esiste ma è molto bassa.
Marco decide invece di riprendere il nuoto dopo 2 anni di interruzione, causa lavoro in un altro Paese. Nonostante Marco non abbia dolore alla spalla, riposi bene e sia in salute, il suo corpo non è più abituato a stimoli e carichi che riceveva una volta.
Ecco quindi che la sua capacità di carico di è calata ed è molto minore rispetto a quella di Paolo.
In questo caso, il rischio che Marco ecceda la Capacità di Carico esiste ed è anche alto. Se si facesse prendere la mano, partendo troppo intensamente rischierebbe di incorrere in una condizione di sovraccarico con possibile insorgenza di dolore alla spalla.
In questo caso non vi sarà una lesione vera e propria ma un dolore muscolare, manifestato con dolore.
Infine, Sara è una istruttrice e campionessa regionale con anni di esperienza che ricerca una progressione della propria performance in vista di una imminente competizione sportiva.
In questo contesto la sua Capacità di Carico è molto alta, ma lo è anche il Carico e, nel tentativo di incrementare la propria prestazione, arriva in ogni caso a superare il proprio limite.
Lo fa di poco, ma per diverse settimane, tale da generare un dolore che non ha un’insorgenza graduale e progressiva.
Quest’ultimo è uno dei casi più frequenti che si verificano in piscina.
Errori comuni quando si ha dolore alla spalla praticando nuoto.
Adesso che hai capito come funziona il modello Carico-Capacità di Carico puoi finalmente capire perché l’evitamento e la persistenza non sono strategie intelligenti per risolvere il problema.
Evitamento: Interrompere nettamente gli stimoli alla spalla sicuramente ti aiuterà a non sentire dolore ma causerà un drastico crollo della tua Capacità di Carico. Sarà poi dura e ci vorrà del tempo per recuperarla e sai cosa succede se si forza questo processo? Nuovamente un sovraccarico.
Persistenza: Ignorare il problema e continuare a fare tutto come se non fosse successo niente comporta anch’esso una riduzione della Capacità di Carico.
Il Carico rimane costante, ma la Capacità diminuisce progressivamente e quindi si crea uno squilibrio, esattamente come se uno stesse aumentando il Carico. Pazzesco, vero?
Come eliminare un dolore alla praticando nuoto.
Mettiti comodo perché ti vogliamo aiutare, svelandoti finalmente la soluzione al problema.
Il nostro Metodo Shoulder Center, per la gestione efficace del dolore alla spalla in nuotatore, amatore o professionista, prevede l’utilizzo di 3 strategie:
- Intervenire nella dose dei carichi per re-bilanciare il rapporto tra Carico e Capacità di Carico. Non serve abbandonare l’attività ma ci si può continuare ad allenare, riducendo leggermente gli stimoli che provocano dolore o farli in maniera leggermente diversa.
Una spalla abituata a dare il 100%, sempre al limite, beneficerà di un calo anche solo ad un 90% ma per farlo serve strategia, ed è per questo che molti trattamenti falliscono.
- Esercizi mirati e specifici per riprendere l’attività. Sono esercizi studiati appositamente per dare uno stimolo buono al muscolo e per permettergli di aumentare più in fretta la sua Capacità di Carico, senza sentire alcun tipo di dolore.
- Riesposizione graduale al carico. Questo è un lavoro lento, minuzioso e progressivo in cui è molto facile sbagliare e fare passi indietro.
Deve essere fatto da un professionista che ti monitori e sia pronto ad eventuali piccole correzioni in corsa.
Cosa fare se vuoi risolvere il tuo problema adesso.
Se vuoi veramente risolvere il problema una volta per tutte, cosa che con ogni probabilità è possibile, la prima cosa da fare è guardare questo video. È talmente importante che potrebbero veramente essere i 20 minuti meglio spesi per la tua spalla.
Detto questo, se hai visto questo video, parliamo finalmente la stessa lingua e inizi a capire come lavoriamo noi e perché abbiamo una percentuali di problemi alla spalla risolti così alta, se vuoi averne la prova ti basta cliccare qui: www.shouldercenter.it/testimonianze.
Il nostro metodo di lavoro è così efficace perché, in estrema sintesi, rispetta tutto ciò che dovrebbe essere fatto evitando rigorosamente tutto quello che nuoce ai risultati.
Interveniamo quindi sull’origine del problema e non solo sul sintomo (dando quindi risultati temporanei), abbiamo una strategia a monte per cui rinforziamo una spalla con esercizi specifici sul problema e rispettiamo rigorosamente i tempi di guarigione di cui essa ha bisogno.
Inoltre a Shoulder Center prendiamo ogni mese un numero limitato di pazienti, perché i nostri trattamenti essendo realmente efficaci e duraturi vogliamo concentrare la nostra attenzione su poche persone ma perfettamente seguite, per portarle ad ottenere i risultati prefissati.
Per questo motivo, vuoi richiedere di essere seguito da noi e puoi raggiungere il nostro centro di Verona clicca qui sotto:
Voglio sapere come poter fare un percorso con Shoulder Center.
Infine, se vuoi ordinare la tua copia del nostro libro Habemus Spalla, clicca qui sotto.
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Shoulder Center – Specializzati nella riabilitazione della spalla.

