Frattura dell’Omero composta o scomposta: Cause e tempi di recupero.

Hai fatto una brutta caduta e, battendo sulla spalla, ti sei fratturato l’Omero?

In questo caso sarai probabilmente a casa tua, con il braccio immobilizzato dal tutore e reduce da, forse, un intervento chirurgico sicuramente poco piacevole.

Vorrai quindi sapere cosa ti aspetta da questo momento in poi..

E quanto tempo ci vorrà per recuperare, se potrai tornare la persona energica e attiva che eri prima dell’incidente.

Sappi che sei nel posto giusto.

Ti spiegheremo tutto sulla frattura dell’Omero: cause, tempi di guarigione e come si riabilita nel migliore dei modi.

In questo modo potrai essere perfettamente pronto non appena arriverà il momento di iniziare la tua riabilitazione.

Come ci si frattura l’Omero.

La causa più frequente di frattura dell’Omero è una caduta in avanti con impatto diretto sulla spalla.

Solitamente, la dinamica è più o meno la stessa, la persona cammina in avanti ed inciampa contro un gradino, un marciapiede o un qualsiasi ostacolo.

Nella caduta, non fa in tempo a mettere giù le braccia ed impatta direttamente contro la spalla, cercando di evitare di sbattere la testa.

Essendo l’Omero l’osso che compone, assieme alla Scapola, l’articolazione della spalla è molto facile che si fratturi, con tutto ciò che ne consegue.

Tuttavia ci sono anche altri casi, meno frequenti, che interessano persone sportive che praticano calcio, rugby, pattinaggio, sci ecc. ciclismo.

La frattura dell’Omero può interessare due zone (vedasi immagine sotto).

Testa dell’Omero: Ovvero la parte più superiore che va a formare l’articolazione della spalla (in questo caso si parla appunto di frattura articolare).

Diafisi dell’Omero: In questo caso invece la rottura è a carico della parte centrale e “lunga” dell’osso. Si tratta di una frattura extra-articolare.

Frattura dell’Omero: fasi della guarigione.

Una frattura dell’Omero, deve passare per tre diversi stadi per poter guarire completamente.

1: Fase Infiammatoria

In questa prima fase, detta anche fase acuta, vi è l’emorragia dei vasi sanguigni come diretta conseguenza della frattura.

Si verifica l’accumulo di tutte le cellule infiammatorie utili a tamponare la lesione e dar via al processo di guarigione.

2: Fase Riparativa

Si forma il callo osseo nella sede di frattura. Esso costituisce la prima “impalcatura” che guiderà la ricostruzione dell’osso.

3: Fase di Rimodellamento

In quest’ultima fase il callo osseo viene gradualmente sostituito dal tessuto osseo tradizionale, fino a quando viene completamente riassorbito e l’osso ritorna normale.

Tempi di guarigione frattura dell’Omero.

Quanto tempo ci vuole affinché una frattura dell’Omero guarisca?

Escludendo patologie sistemiche che possono influenzare la guarigione ossea (es: l’osteoporosi) o altri fattori (es: età, complessità e sede di frattura)..

Tutto il processo richiede dalle 10 alle 18 settimane per un soggetto adulto.

Generalmente invece i bambini e gli adolescenti richiedono dalle 4 alle 8 settimane.

È bene però fare due considerazioni.

  1. La guarigione viene sempre valutata dai medici attraverso esami radiologici.

Per cui l’inizio della riabilitazione e la ripresa di qualsiasi attività avviene in comune accordo tra il medico e il fisioterapista, non solamente seguendo una scadenza temporale predefinita.

2. Non bisogna pensare che la rimozione del gesso/tutore e la conseguente ripresa del movimento, debba avvenire dopo la terza e ultima fase, quella di rimodellamento dell’osso.

Il braccio viene infatti immobilizzato con tutore per circa 30-40 giorni.

Questo perché quando si forma un callo osseo e il medico valuta buona la sua integrità, è bene iniziare a riprendere gradualmente il carico sull’arto, che se gestito correttamente favorisce e accelera tutto il processo di guarigione.

Chirurgia e Fisioterapia dopo frattura dell’Omero.

Dopo una frattura dell’Omero possono verificarsi due scenari.

Si può infatti avere una condizione che non necessità di un intervento, si dice quindi gestione conservativa.

In altri casi potrebbe invece essere necessario intervenire chirurgicamente per consolidarla.

Il primo caso è nettamente quello più frequente, per fortuna.

L’intervento è infatti più raro ed è richiesto solo in alcuni casi. Vediamoli insieme:

  1. Frattura scomposta o pluri-frammentaria.
  2. Frattura associata ad importanti lesioni dei tessuti molli (ad esempio lesione ai tendini della cuffia dei rotatori).
  3. Difetti di guarigione della frattura.

Altri fattori, come ad esempio l’età del paziente o il suo livello di attività, possono influenzare la scelta verso un approccio o l’altro.

Tuttavia, generalmente la gestione della frattura dell’omero è di tipo conservativo.

Inizialmente si rispetta un periodo di riposo, con immobilizzazione del braccio tramite utilizzo di un tutore specifico.

In questo modo si permette lo sviluppo del callo osseo di cui abbiamo parlato in precedenza e si prepara il terreno alla ripresa del movimento.

Purtroppo però mentre l’immobilizzazione è fondamentale per la guarigione iniziale dell’osso, non lo è altrettanto per tutti gli altri tessuti della spalla.

L’assenza di movimento del braccio comporta infatti una perdita di tessuto muscolare, un indebolimento del tessuto connettivo nei tendini ed una ridotta stimolazione del sistema nervoso.

Tutto questo sarà oggetto di attenzione da parte del Fisioterapista esperto, al momento di iniziare il trattamento riabilitativo.

Frattura dell’omero: la riabilitazione.

Come si compone un programma riabilitativo alla spalla, dopo questo tipo di frattura?

Abbiamo già detto che va osservato inizialmente un periodo di riposo in cui il braccio viene immobilizzato.

Questa fase solitamente dura 3-4 settimane e permette un’iniziale riparazione della rima di frattura.

Quando viene valutato adeguato il callo osseo allora è bene cominciare il prima possibile la riabilitazione.

È fondamentale infatti riprendere il carico e il movimento del braccio al fine di terminare la fase riparativa e favorire poi quella di rimodellamento.

La riabilitazione dopo una frattura di omero si struttura di tre elementi:

  1. La mobilizzazione precoce.
  2. La riesposizione al carico contro resistenze.
  3. La ripresa della normale funzionalità dell’arto.

Analizziamo ciascuno di questi aspetti.

1 – Mobilizzazione precoce

Perché è importante eseguire una mobilizzazione del braccio dopo il primo periodo di riposo?

In parte lo abbiamo detto prima: il nostro corpo è fatto per muoversi e stare troppo tempo fermo, porta a molti problemi.

I muscoli calano di volume drasticamente già dopo poche settimane, i tendini e i tessuti si indeboliscono.

Questo perché non sottoposti più a dei carichi ed il nostro cervello si dimentica pian piano di poter controllare quella zona del corpo.

Ecco spiegata la difficoltà iniziale a muovere un braccio dopo la rimozione del tutore o possibili dolori a riposo o nei movimenti in una fase iniziale.

Per queste ragioni è molto importante la mobilizzazione precoce.

Il professionista accompagnerà il paziente nell’esecuzione di semplici movimenti del braccio, riabituandolo gradualmente al movimento e riducendo l’eventuale dolore.

Solitamente questo momento del recupero è il più delicato. Spesso infatti, soprattutto nei pazienti anziani, può esserci anche molta paura nel riprendere l’uso del braccio.

Qua diventa ancora più fondamentale un approccio preparato e adeguato per condurre la persona fuori dalla possibile paura del movimento.

Questa potrebbe portare infatti all’instaurarsi di un dolore persistente e compromettere il completo recupero finale.

2 – Riesposizione graduale al carico

Stimolare un osso che sta guarendo e che ha trascorso diverse settimane bloccato, è importantissimo.

E lo si deve fare con delle resistenze o dei pesi (gradualmente e nel momento giusto).

Devi sapere che ciò che indebolisce così tanto muscoli, tendini e anche il nostro sistema nervoso è il non essere stimolati da dei carichi.

Immagina di comprare un’auto nuova e di parcheggiarla in garage, senza farle fare nemmeno un chilometro o metterla in moto.

Credi che faccia bene al motore? Ecco, per il nostro corpo è più o meno la stessa cosa.

Per recuperare in sicurezza la forza e la resistenza di tutte queste strutture serve impostare un programma di esercizi attivi che rinforzi la spalla e il braccio.

Il Fisioterapista specializzato pianifica, calibra e supervisiona gli esercizi con pesi, elastici o altri strumenti per questi importanti obiettivi.

3 – Recupero della funzionalità del braccio

Dopo una frattura dell’Omero, oltre alla mobilizzazione precoce e agli esercizi, il Fisioterapista esperto nella riabilitazione della Spalla dovrà fornire dei consigli e suggerimenti utili ad accelerare moltissimo la ripresa della funzionalità.

Al paziente vengono infatti suggerite strategie di comportamento e gestione durante ogni fase della riabilitazione. Ad esempio consigli sul riposo notturno, sull’uso del braccio durante la giornata oppure nei movimenti più difficoltosi.

In questo modo la persona è accompagnata e guidata verso la guarigione, impedendo che possa compiere errori che possano compromettere il recupero

Cosa fare per risolvere il tuo dolore alla spalla.

Speriamo che questo articolo ti abbia finalmente fatto aprire gli occhi e se conosci qualcuno con il tuo stesso problema, condividiglielo!

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