Spalla congelata: 3 errori da non fare assolutamente.
In caso di spalla congelata sono tanti gli errori che possono esser commessi, ma 3 in particolare hanno un peso determinante nella guarigione.
Non si tratta infatti di un problema alla spalla come tutti gli altri, ma di un blocco meccanico dell’articolazione che richiede molto tempo e fatica per risolversi.
Spesso, se non trattata, si può perfino arrivare ad un deficit di movimento permanente.
Insomma, non allarmiamoci però è giusto che tu sappia come intervenire nel modo più veloce e rimuovendo tutti i possibili freni al tuo recupero.
In questo articolo andremo infatti ad analizzare singolarmente ciascuno dei tre.
Se ancora non ci conosci, siamo fisioterapisti esperti nella riabilitazione della spalla, autori del libro Habemus Spalla e fondatori di Shoulder Center, centro specializzato nella riabilitazione della spalla.
Ogni giorno interveniamo su dolori alla spalla, attraverso percorsi in presenza nel centro di Verona o a distanza, attraverso riabilitazione ad hoc eseguita in video in tutta Italia.
Spalla congelata: non aspettare troppo tempo.
Una spalla congelata è sempre preceduta da una fase di dolore che impedisce il movimento.
La persona tende ad evitare i movimenti provocativi, come ad esempio portare la mano dietro la schiena o infilare la manica del giubbotto.
Poi, tutto d’un tratto, si rende conto che oltre al dolore il braccio non riesce ad andare su in alcun modo, nemmeno se ci fosse qualcuno che te lo tira su di peso.
“Ma com’è stato possibile arrivare a questo punto? La spalla mi faceva solo male!”
Il blocco articolare è dovuto al fatto che non si è più sollevato il braccio (causa dolore) per troppo tempo ed i tessuti articolari, essendo elastici, si sono retratti.
Ti senti quindi legato, come se ci fosse una morsa molto stretta sotto la pelle, che se la forzi ti fa molto male, ho indovinato?
Purtroppo, in quel caso è già troppo tardi.
Non intendo assolutamente che non potrai più recuperare, ma che sei già in ritardo e lo pagherai in un aumento dei tempi di guarigione e fatica nello sbloccare quella situazione.
Sarebbe invece stata tutta un’altra cosa se fossi intervenuto nel momento in cui la spalla era ancora solo dolorosa (con movimento ancora preservato) o con rigidità appena accennata.
In quel caso non avremmo avuto a che fare con una spalla in blocco, ma una spalla dolorosa potenzialmente in blocco.
Per questo la prima regola in caso di sospetta spalla congelata è:
Non perdere tempo e intervieni quando la rigidità è ancora poco marcata o, ancora meglio, inesistente.
Spalla congelata: non fare esami diagnostici.
Culturalmente, siamo sempre stati abituati a fare completo affidamento su esami diagnostici per qualsiasi problema di salute.
Se stiamo male e andiamo in una clinica o in ospedale, la prima cosa che ci viene fatta fare (a volte senza neppure una visita) è un esame.
Tra i più comuni ci sono le radiografie, le risonanze magnetiche e le ecografie.
Nel caso delle spalle, specialmente di quelle congelate, si nasconde però un tranello nel quale la maggior parte dei medici e pazienti cade.
Pretendere che un esame diagnostico possa vedere qualsiasi cosa e mostrare sempre la causa del dolore.
Purtroppo però, nel caso della spalla congelata non si vedrà mai niente a referto, perché non c’è una lesione interna ad un muscolo, tendine, osso o legamento.
Niente di tutto ciò, è solo uno stato di retrazione/accorciamento elastico dei tessuti attorno all’articolazione, più precisamente della capsula articolare e dei muscoli.
Sia radiografia, ecografia e risonanza magnetica non potranno mai vedere nulla di rilavante, perché hanno una visione dicotomica e parziale.
Emerge se è tutto in sede, se ci sono lesioni, se è presente del liquido articolare ecc., tutte cose che però non giustificano un blocco oggettivo del movimento.
Il grosso rischio è dunque quello di perdere del tempo prezioso dietro a visite, prenotazioni, esami e attese di referti per poi non avere mai niente di utile in mano.
Potrai quindi aver anche escluso cause peggiori (molti esami vengono fatti fare più a scopo preventivo, infatti) ma è passato del tempo e potresti avere una spalla più rigida di prima.
Per questo il secondo errore da non commettere è:
Fare esami diagnostici prima di aver fatto una visita fisioterapica specialistica per la spalla.
Come evitare esami diagnostici non necessari, in totale sicurezza.
Esiste un modo per evitare di fare esami non necessari (perdendo quindi tempo e soldi) con l’assoluta sicurezza che si stia davvero facendo la cosa giusta?
La risposta è sì, ma ad alcune condizioni.
La cosa fondamentale è che venga fatta una visita specialistica da parte di un Fisioterapista esperto nella riabilitazione della spalla.
In questo modo verrà fatta un’approfondita valutazione, fatta di un lungo colloquio, un esame dei movimenti e test speciali in grado di evidenziare immediatamente un possibile caso sospetto.
In altre parole si fa da filtro, i casi che certamente non richiedono un esame, passano direttamente al trattamento fisioterapico e quelli dubbi vengono fermati ed indirizzati all’ortopedico.
Si tratta di casi molto ma molto meno frequenti, circa un 10% dei pazienti che hanno dolore alla spalla.
Hai capito perché non è furbo perdere settimane o mesi dietro ad esami, quando puoi essere valutato da un esperto che sappia dirti se il tuo caso rientra il quel fatidico 10%?
Spalla congelata: non trattarla solo con esercizi di rinforzo.
Arriviamo al terzo errore da non commettere, anche questo molto comune.
In caso di spalla congelata le strade riabilitative percorse sono prevalentemente due.
1 – Terapie come massaggi e macchinari elettromedicali (Tecar, Laser, Ultrasuono ecc.).
2- Esercizi di mobilità generici con elastici, bastone ecc.
Quale dei due approcci funziona meglio? La risposta è: nessuno dei due.
Nel primo caso stiamo parlando di terapie totalmente inutili e scientificamente inefficaci (significa che hanno dimostrato che non servono a niente) e che purtroppo vengono ancora prescritte.
Nel secondo caso invece va bene fare movimento, ma non in quel modo. Noi stessi siamo infatti promotori di un approccio riabilitativo prevalentemente attivo ma in questo caso non basta.
Analizziamo il problema, se tu hai una spalla congelata il tuo arco di movimento (in qualsiasi direzione probabilmente) è limitato, sia esso in flessione, estensione, rotazione ecc.
Puoi muovere la spalla abbastanza tranquillamente fino ad un certo punto, dopodiché inizia il dolore e più cerchi di andare oltre i confini che ti sono concessi, e più è intenso.
Se tu facessi solo esercizi di rinforzo all’interno dell’arco di movimento che ti è concesso potresti stare sicuramente meglio, ma non avresti il recupero che magari ti aspetti.
Quello che devi fare è forzare il movimento con esercizi particolari: tecniche di stretching articolare e capsulare volte ad aumentare quell’arco di movimento limitato.
Quello che vediamo spesso sono invece esercizi di rinforzo troppo blandi, generici e poco orientati al recupero del movimento.
Il risultato sono percorsi di riabilitazione dove le persone stanno meglio rispetto all’inizio (ottima cosa) ma con ancora una netta differenza tra le due spalle.
Come trattiamo noi una spalla congelata.
Il nostro approccio al problema è abbastanza particolare e risolutivo nel 100% dei casi.
Non abbiamo mai avuto in tutta la nostra carriera spalle congelate non recuperate. La differenza tra un paziente è l’altro è solamente il tempo impiegato e la determinazione nell’eseguire gli esercizi.
La prima cosa è chiarire con il paziente alcuni fondamentali: aspettative, tempi di recupero, impegno necessario, corretta gestione del problema durante tutta la giornata e a lavoro.
Successivamente, identifichiamo i movimenti più limitati e dolorosi e partiamo a sbloccare quelli con esercizi attivi finalizzati a recuperare il movimento articolare.
Questi verranno poi cambiati ogni settimana sulla base del cambiamento della spalla. Il ragionamento da fare è “a gradini”.
Ogni settimana è un gradino di una lunga scala ed ha un micro-obiettivo. Gli esercizi settimanali sono finalizzati al suo raggiungimento e solo dopo si progredirà con esercizi sempre più avanzati.
Ovviamente, i gradini sono proporzionali al recupero del movimento e della forza. Dopo 4 settimane una spalla congelata sarà ancora dolente e limitata, magari portando la mano dietro la nuca e non più portando un semplice bicchiere alla bocca.
Capito cosa intendiamo? È un lavoro a piccoli passi, sempre costanti, senza mai fermarsi o rallentare.
Infine, cosa da precisare, è che qualsiasi spalla congelata può recuperare al 100%, purché vengano fatte le cose giuste e rispettati i tempi di guarigione del problema.
Cosa fare se vuoi intervenire subito sul tuo problema.
È molto semplice, passare dalla teoria all’azione, decidere di risolvere una volta per tutte questo problema e farlo adesso, senza aspettare ulteriormente.
Ti consigliamo inoltre di guardare questo prezioso video, presente all’interno del nostro Canale YouTube. È uno dei più importanti e contiene informazioni e consigli d’oro per risolvere il tuo dolore alla spalla.
Dopo che lo avrai visto, parleremo finalmente la stessa lingua e saprai come lavoriamo noi e perché abbiamo una percentuale di problemi alla spalla risolti così alta, se vuoi averne la prova ti basta cliccare qui: www.shouldercenter.it/testimonianze.
Il nostro metodo di lavoro è così efficace perché, in estrema sintesi, rispetta tutto ciò che dovrebbe essere fatto evitando rigorosamente tutto quello che nuoce ai risultati.
Come poter essere seguito direttamente da noi.
Noi di Shoulder Center prendiamo ogni mese un numero limitato di pazienti, perché i nostri trattamenti essendo realmente efficaci e duraturi.
Vogliamo quindi concentrare la nostra attenzione su poche persone ma perfettamente seguite, per portarle ad ottenere i risultati prefissati.
Per questo motivo, se vuoi richiedere di essere seguito da noi e puoi raggiungere il nostro centro di Verona clicca qui sotto:
Voglio sapere come poter fare un percorso con Shoulder Center.
Infine, se vuoi ordinare la tua copia del nostro libro Habemus Spalla, clicca qui sotto.
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Shoulder Center – Specializzati nella riabilitazione della spalla.
Spalla congelata: 3 errori da non fare assolutamente.
In caso di spalla congelata sono tanti gli errori che possono esser commessi, ma 3 in particolare hanno un peso determinante nella guarigione.
Non si tratta infatti di un problema alla spalla come tutti gli altri, ma di un blocco meccanico dell’articolazione che richiede molto tempo e fatica per risolversi.
Spesso, se non trattata, si può perfino arrivare ad un deficit di movimento permanente.
Insomma, non allarmiamoci però è giusto che tu sappia come intervenire nel modo più veloce e rimuovendo tutti i possibili freni al tuo recupero.
In questo articolo andremo infatti ad analizzare singolarmente ciascuno dei tre.
Se ancora non ci conosci, siamo fisioterapisti esperti nella riabilitazione della spalla, autori del libro Habemus Spalla e fondatori di Shoulder Center, centro specializzato nella riabilitazione della spalla.
Ogni giorno interveniamo su dolori alla spalla, attraverso percorsi in presenza nel centro di Verona o a distanza, attraverso riabilitazione ad hoc eseguita in video in tutta Italia.
Spalla congelata: non aspettare troppo tempo.
Una spalla congelata è sempre preceduta da una fase di dolore che impedisce il movimento.
La persona tende ad evitare i movimenti provocativi, come ad esempio portare la mano dietro la schiena o infilare la manica del giubbotto.
Poi, tutto d’un tratto, si rende conto che oltre al dolore il braccio non riesce ad andare su in alcun modo, nemmeno se ci fosse qualcuno che te lo tira su di peso.
“Ma com’è stato possibile arrivare a questo punto? La spalla mi faceva solo male!”
Il blocco articolare è dovuto al fatto che non si è più sollevato il braccio (causa dolore) per troppo tempo ed i tessuti articolari, essendo elastici, si sono retratti.
Ti senti quindi legato, come se ci fosse una morsa molto stretta sotto la pelle, che se la forzi ti fa molto male, ho indovinato?
Purtroppo, in quel caso è già troppo tardi.
Non intendo assolutamente che non potrai più recuperare, ma che sei già in ritardo e lo pagherai in un aumento dei tempi di guarigione e fatica nello sbloccare quella situazione.
Sarebbe invece stata tutta un’altra cosa se fossi intervenuto nel momento in cui la spalla era ancora solo dolorosa (con movimento ancora preservato) o con rigidità appena accennata.
In quel caso non avremmo avuto a che fare con una spalla in blocco, ma una spalla dolorosa potenzialmente in blocco.
Per questo la prima regola in caso di sospetta spalla congelata è:
Non perdere tempo e intervieni quando la rigidità è ancora poco marcata o, ancora meglio, inesistente.
Spalla congelata: non fare esami diagnostici.
Culturalmente, siamo sempre stati abituati a fare completo affidamento su esami diagnostici per qualsiasi problema di salute.
Se stiamo male e andiamo in una clinica o in ospedale, la prima cosa che ci viene fatta fare (a volte senza neppure una visita) è un esame.
Tra i più comuni ci sono le radiografie, le risonanze magnetiche e le ecografie.
Nel caso delle spalle, specialmente di quelle congelate, si nasconde però un tranello nel quale la maggior parte dei medici e pazienti cade.
Pretendere che un esame diagnostico possa vedere qualsiasi cosa e mostrare sempre la causa del dolore.
Purtroppo però, nel caso della spalla congelata non si vedrà mai niente a referto, perché non c’è una lesione interna ad un muscolo, tendine, osso o legamento.
Niente di tutto ciò, è solo uno stato di retrazione/accorciamento elastico dei tessuti attorno all’articolazione, più precisamente della capsula articolare e dei muscoli.
Sia radiografia, ecografia e risonanza magnetica non potranno mai vedere nulla di rilavante, perché hanno una visione dicotomica e parziale.
Emerge se è tutto in sede, se ci sono lesioni, se è presente del liquido articolare ecc., tutte cose che però non giustificano un blocco oggettivo del movimento.
Il grosso rischio è dunque quello di perdere del tempo prezioso dietro a visite, prenotazioni, esami e attese di referti per poi non avere mai niente di utile in mano.
Potrai quindi aver anche escluso cause peggiori (molti esami vengono fatti fare più a scopo preventivo, infatti) ma è passato del tempo e potresti avere una spalla più rigida di prima.
Per questo il secondo errore da non commettere è:
Fare esami diagnostici prima di aver fatto una visita fisioterapica specialistica per la spalla.
Come evitare esami diagnostici non necessari, in totale sicurezza.
Esiste un modo per evitare di fare esami non necessari (perdendo quindi tempo e soldi) con l’assoluta sicurezza che si stia davvero facendo la cosa giusta?
La risposta è sì, ma ad alcune condizioni.
La cosa fondamentale è che venga fatta una visita specialistica da parte di un Fisioterapista esperto nella riabilitazione della spalla.
In questo modo verrà fatta un’approfondita valutazione, fatta di un lungo colloquio, un esame dei movimenti e test speciali in grado di evidenziare immediatamente un possibile caso sospetto.
In altre parole si fa da filtro, i casi che certamente non richiedono un esame, passano direttamente al trattamento fisioterapico e quelli dubbi vengono fermati ed indirizzati all’ortopedico.
Si tratta di casi molto ma molto meno frequenti, circa un 10% dei pazienti che hanno dolore alla spalla.
Hai capito perché non è furbo perdere settimane o mesi dietro ad esami, quando puoi essere valutato da un esperto che sappia dirti se il tuo caso rientra il quel fatidico 10%?
Spalla congelata: non trattarla solo con esercizi di rinforzo.
Arriviamo al terzo errore da non commettere, anche questo molto comune.
In caso di spalla congelata le strade riabilitative percorse sono prevalentemente due.
1 – Terapie come massaggi e macchinari elettromedicali (Tecar, Laser, Ultrasuono ecc.).
2- Esercizi di mobilità generici con elastici, bastone ecc.
Quale dei due approcci funziona meglio? La risposta è: nessuno dei due.
Nel primo caso stiamo parlando di terapie totalmente inutili e scientificamente inefficaci (significa che hanno dimostrato che non servono a niente) e che purtroppo vengono ancora prescritte.
Nel secondo caso invece va bene fare movimento, ma non in quel modo. Noi stessi siamo infatti promotori di un approccio riabilitativo prevalentemente attivo ma in questo caso non basta.
Analizziamo il problema, se tu hai una spalla congelata il tuo arco di movimento (in qualsiasi direzione probabilmente) è limitato, sia esso in flessione, estensione, rotazione ecc.
Puoi muovere la spalla abbastanza tranquillamente fino ad un certo punto, dopodiché inizia il dolore e più cerchi di andare oltre i confini che ti sono concessi, e più è intenso.
Se tu facessi solo esercizi di rinforzo all’interno dell’arco di movimento che ti è concesso potresti stare sicuramente meglio, ma non avresti il recupero che magari ti aspetti.
Quello che devi fare è forzare il movimento con esercizi particolari: tecniche di stretching articolare e capsulare volte ad aumentare quell’arco di movimento limitato.
Quello che vediamo spesso sono invece esercizi di rinforzo troppo blandi, generici e poco orientati al recupero del movimento.
Il risultato sono percorsi di riabilitazione dove le persone stanno meglio rispetto all’inizio (ottima cosa) ma con ancora una netta differenza tra le due spalle.
Come trattiamo noi una spalla congelata.
Il nostro approccio al problema è abbastanza particolare e risolutivo nel 100% dei casi.
Non abbiamo mai avuto in tutta la nostra carriera spalle congelate non recuperate. La differenza tra un paziente è l’altro è solamente il tempo impiegato e la determinazione nell’eseguire gli esercizi.
La prima cosa è chiarire con il paziente alcuni fondamentali: aspettative, tempi di recupero, impegno necessario, corretta gestione del problema durante tutta la giornata e a lavoro.
Successivamente, identifichiamo i movimenti più limitati e dolorosi e partiamo a sbloccare quelli con esercizi attivi finalizzati a recuperare il movimento articolare.
Questi verranno poi cambiati ogni settimana sulla base del cambiamento della spalla. Il ragionamento da fare è “a gradini”.
Ogni settimana è un gradino di una lunga scala ed ha un micro-obiettivo. Gli esercizi settimanali sono finalizzati al suo raggiungimento e solo dopo si progredirà con esercizi sempre più avanzati.
Ovviamente, i gradini sono proporzionali al recupero del movimento e della forza. Dopo 4 settimane una spalla congelata sarà ancora dolente e limitata, magari portando la mano dietro la nuca e non più portando un semplice bicchiere alla bocca.
Capito cosa intendiamo? È un lavoro a piccoli passi, sempre costanti, senza mai fermarsi o rallentare.
Infine, cosa da precisare, è che qualsiasi spalla congelata può recuperare al 100%, purché vengano fatte le cose giuste e rispettati i tempi di guarigione del problema.
Cosa fare se vuoi intervenire subito sul tuo problema.
È molto semplice, passare dalla teoria all’azione, decidere di risolvere una volta per tutte questo problema e farlo adesso, senza aspettare ulteriormente.
Ti consigliamo inoltre di guardare questo prezioso video, presente all’interno del nostro Canale YouTube. È uno dei più importanti e contiene informazioni e consigli d’oro per risolvere il tuo dolore alla spalla.
Dopo che lo avrai visto, parleremo finalmente la stessa lingua e saprai come lavoriamo noi e perché abbiamo una percentuale di problemi alla spalla risolti così alta, se vuoi averne la prova ti basta cliccare qui: www.shouldercenter.it/testimonianze.
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Come poter essere seguito direttamente da noi.
Noi di Shoulder Center prendiamo ogni mese un numero limitato di pazienti, perché i nostri trattamenti essendo realmente efficaci e duraturi.
Vogliamo quindi concentrare la nostra attenzione su poche persone ma perfettamente seguite, per portarle ad ottenere i risultati prefissati.
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Shoulder Center – Specializzati nella riabilitazione della spalla.

